Vite di danza è la nostra rubrica dedicata a chi vive di danza.

Testimonianze ed interviste inedite di danzatori, maestri, coreografi e direttori.

I protagonisti della scena tersicorea ci raccontano il loro percorso e la loro esperienza nel mondo della danza.

 

 

SIMONE
SISTARELLI

 
1) Simone ci racconti il tuo percorso formativo nella danza?
Ho iniziato a studiare danza all'età di 10 anni per caso. Mia mamma mi propose di provare una lezione di danza Hip Hop, io accettai, da quel giorno non ho mai smesso di danzare! 
Durante l'adolescenza ho studiato alla scuola Arti's a Genova e per lo più in giro per l'Italia per workshop, cercavo di apprendere il più possibile per poi fare pratica da solo a casa. Come tecniche mi sono focalizzato su Popping, Locking, Hip Hop e allo stesso tempo ho studiato altre tecniche quali Lyrical/Contemporaneo e un minimo di classica. 
Dopo il liceo mi sono trasferito a Londra per studiare al prestigioso Trinity Laban Conservatoire of Music and Dance, dove mi sono laureato in Danza Contemporanea nel 2014. 
Da allora continuo ad aggiornarmi e a tenermi attivo, sono sempre un attento studente. Ultimamente i miei studi sono però indirizzati verso l'insegnamento, in modo particolare nel campo della danza per Parkinson. Al momento sto facendo un Master in Psicologia della Danza all'Università di Hertfordshire. 

2) Sei nato in Italia ma lavori a londra: ci sono differenze di approccio degli allievi al popping tra Inghilterra e Italia?
Non direi. Ogni gruppo ha le sue forze e debolezze, ma l'approccio di base è lo stesso, quello di voler imparare e migliorare con la finalità di potersi esprimere nel modo più chiaro e completo possibile.


3) Come è nato il tuo progetto popping for parkinson's?
Popping For Parkinson's è nato nell'estate del 2015 a Londra. Ho proposto l'idea di una lezione di danza Popping al gruppo locale Parkinson londinese che ha accettato. L'entusiasmo è stato tale che, da quel giorno, non ci siamo più fermati. 


4) Quando hai proposto inizialmente questo progetto così innovativo come è stato accolto?
La diffidenza iniziale è stata enorme. Le associazioni Parkinson non capivano perché un ragazzino italiano di poco più di 20 anni volesse offrire una lezione di una danza poco conosciuta e legata ad una cultura giovanile ad un gruppo di persone con una malattia neurodegenerativa. Inoltre il mondo dell'Hip Hop è ancora fortemente ancorato a sfide, battles e contest coreografici, quindi non sembrava interessato al progetto.
Solo dopo aver iniziato il primo corso a Londra le reazioni sono cambiate drasticamente, perchè è stato visibile ad occhio nudo il potere che questo progetto ha sui partecipanti.


5) C'è un aspetto della tua didattica alla quale tieni particolarmente?
L'inclusività. TUTTI sono studenti, nessuno escluso. A lezione non ci sono pazienti, solo studenti. E TUTTI possono migliorare, sempre.


6) Quali sono gli aspetti che gli allievi parkinsoniani sentono migliorare grazie alle tue lezioni?
I benefici riportati sono enormi e variegati! Un punto importante è che il progetto non aiuta solo il corpo, ma anche lo spirito, la mente, l'anima. 
Ad esempio, il tremore diminuisce, il camminare diventa più facile, il controllo del corpo migliora, e tutto ciò si riflette sull'umore e la qualità della vita dei partecipanti. Inoltre, si combatte l'isolamento sociale, la depressione e le difficoltà che emergono a causa della diagnosi.  
Un altro aspetto fondamentale è che, grazie al progetto, si è creata una comunità basata sull'espressione artistica piuttosto che sulla malattia, quindi una vera e propria crew invece che un gruppo di supporto: questo rende i partecipanti liberi di essere persone/danzatori/studenti e non più malati/pazienti, questo cambio di prospettiva ha un impatto enorme. 


7) In quali città si possono trovare corsi attivi di popping for Parkinson's oggi?
Popping For Parkinson's ha corsi settimanali gratuiti a Londra, Torino, Trescore Balneario ed Ancona. Presto altre città si attiveranno! Abbiamo anche workshops in giro per il mondo, da New York a Berlino.


8) Se un docente volesse intraprendere un percorso formativo per poter insegnare popping for Parkinson's quale percorso dovrebbe fare?
Noi formiamo nel nostro metodo specifico solo persone che sono già insegnanti di Popping, poichè vogliamo mantenere eccellenti standard di insegnamento. Allo stesso tempo però offriamo workshop aperti a insegnanti di danza e movement practitioners di ogni genere per quanti desiderano conoscere questa metodologia e scoprire il nostro approccio.

9) Quali sono i prossimi passi del progetto Popping for Parkinson's?
Sicuramente aprire nuovi corsi in Italia e nel mondo, continuare a viaggiare e trasformare sempre più pazienti in studenti! 


10) Quali sono invece i progetti futuri di Simone?
Tutti i progetti futuri a livello personale sono diretti a far si che questo progetto diventi il mio lavoro principale. Al momento ho diversi lavori che mi permettono di pagare le bollette, il piano è quello di potermi dedicare a questa missione al 100%.

 

 

a cura della dr.ssa Filomena Di Stazio

Redazione SID - Scienza In Danza

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