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SID - SCIENZA IN DANZA

Danza e recettori posturali

Recettori posturali, relazioni e confronti tra danza e scienza:

OCCHIO

Lo spettatore potrà credere che la danza gli si manifesti attraverso il senso della vista, invece è a occhi chiusi che talvolta la danzatrice si abbandona con intensità infinitamente maggiore all’incanto. I nostri occhi agganciati alla danzatrice dagli occhi chiusi, il nostro respiro scandito dal suo, anche noi danziamo, pensiamo, passiamo e ripassiamo attraverso una stessa rete inedita di neuroni nuovi (Marie Chouinard, 2017).

L'occhio è un endorecettore e un esorecettore del sistema posturale. L'esterocezione è fornita dall'attività delle strutture fotosensibili della retina, la propriocezione è data dalla muscolatura estrinseca dell'occhio e dalle vie dell'oculocefalogiria. Possiamo inoltre individuare nella vista la fonte di informazione esterocettiva che tende a dominare sulle altre ed occupa una parte di rilievo nel controllo del movimento. (Francesco Casolo, 2014)

PIEDE

L'impatto del piede sul suolo è la firma del passo che permette la sua identificazione (…)

Scrittura, impronta, traccia, vestigio...;

D’appoggio in appoggio parla alla terra (…)

La danza del passo crea dei sontuosi disegni, dei voluttuosi arabeschi, degli infiniti contorni, meandri...

Il passo è la voce della terra che il piede fa alzare dal suolo (Dominique Dupuy, 2014).

La pianta del piede è un legame indispensabile tra l’uomo e il suo supporto naturale, il suolo; costituisce una fonte essenziale di informazioni propriocettive per il sistema di regolazione dell’equilibrio e della postura

L'esterocettore plantare permette di situare l'insieme della massa corporea in rapporto allo spazio. La sua superficie cutanea rappresenta l'interfaccia costante tra l'ambiente ed il STP, infatti le sue informazioni sono le uniche a derivare da un recettore fisso, direttamente a contatto con un ambiente immobile rappresentato dal suolo.

ORECCHIO INTERNO

La mia danza giace sul confine tra equilibrio e disequilibrio” (José Limon)

L'apparato vestibolare ha un ruolo fondamentale nel controllo dell'equilibrio. I recettori dell'orecchio interno sono degli accelerometri, essi informano su movimento e posizione della testa in rapporto alla verticale gravitaria. Gli stimoli vestibolari, giunti nei centri nervosi, promuovono reazioni muscolari automatiche (riflessi posturali), le quali assicurano il mantenimento della normale posizione del corpo durante il riposo (riflessi stato-tonici) o ne determinano le opportune modificazioni durante il movimento (riflessi stato-cinetici). (Silverthorn, 2017)

BOCCA

“Ho esplorato la scena con tutto il mio corpo. (...) La bocca che apro e chiudo, dentro la quale respiro l'aria in movimento, attraverso la quale parlo, bacio e mangio appartiene alla mia intelligenza. È un mio senso”

Il sistema stomatognatico è in continuità funzionale attraverso muscoli e fasce con le catene muscolari posteriori del collo tramite il cranio e tramite l’osso ioide con le altre seguenti strutture: lingua, mandibola, cranio, prime vertebre cervicali, sterno e clavicola. (G. Palatella)

II sistema stomatognatico gioca un ruolo importante nell’equilibrio corporeo con due modalità differenti: sia causando interferenze sia compensando una postura alterata che riverbera sulla bocca da altri segmenti corporei (S.Freidiani)

PELLE

Rari sono i danzatori che citano la pelle come un elemento fondante della mobilità della loro danza, il muscolo è sovrano. Si privano di un elemento importante che induce la presenza allo spazio e la prodigiosa plasticità del corpo. (Dominique Dupuy, 2014)

La pelle è l'organo più esteso del nostro corpo e si definisce un organo di senso. Embriologicamente presenta la stessa base cellulare del Sistema Nervoso Centrale ed è per questo che gli stimoli ricevuti su di essa causano reazioni profonde e talvolta intolleranti, diventando così oggetto di osservazioni mediche e dell'interpretazione psicosomatica. Attraverso la pelle, acquisiamo il maggior numero di informazioni dall'ambiente che ci circonda.

È l'unico senso bidirezionale, una reciproca esperienza di condivisione e ascolto.

 

a cura della dr.ssa Serena Loprevite

Redazione SID - Scienza In Danza

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