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SID - SCIENZA IN DANZA

Pavimento pelvico e danza: integrazione funzionale e sistemica

Il pavimento pelvico è un' area anatomica formata da un insieme di fasci muscolari e legamenti capace di sostenere e mantenere in sede, nonché in equilibrio, le differenti pressioni viscerali, muscolari e liquide degli organi della pelvi. Vediamo insieme l'influenza che il pavimento pelvico ha con il nostro modo di danzare.

Il pavimento pelvico viene comunemente suddiviso in 3 strati:

Strato superficiale: è composto da quattro muscoli. Posteriormente troviamo lo sfintere esterno dell'ano e anteriormente troviamo invece, i muscoli bulbocavernoso, ischiocavernoso e trasverso superficiale.

Strato intermedio: è composto dal muscolo del trasverso profondo che, con il costrittore dell'uretra e sfintere striato uretro-genitale, concorre a formare il trigono urogenitale.

Strato profondo o diaframma pelvico: è lo strato piu profondo formato principalmente dal muscolo elevatore dell'ano ma fanno parte di questa conca anatomica anche il pubo-coccigeo, ileococcigeo, ischio-coccigeo e infine il pubo-rettale.

Lo spazio osseo, ovvero l'osso sacro, le 2 ossa iliache che si uniscono anteriormente a formare il pube, e il coccige, sono la casa del nostro pavimento pelvico. Questa struttura è soggetta ad adattamenti e cambiamenti per permettere la continuità funzionale di ciò che trasporta e protegge. Forte ma adattabile (ricordiamoci che è composto da differenti articolazioni) è il crocevia delle tensioni del nostro corpo perchè sorregge il peso della parte superiore del corpo e connette quest'ultima agli arti inferiori.

Pavimento pelvico e diaframma respiratorio: il centro del corpo

Le connessioni tra il pavimento pelvico e la globalità del nostro corpo sono molte, tra queste la più importante è quella che si determina con il diaframma respiratorio. Queste due strutture sono interconnesse; il pavimento pelvico influenzerà con il suo stato contrattile la respirazione ma nello stesso tempo subirà un controllo diretto dalle pressioni del diaframma respiratorio:

- in inspirazione il diaframma respiratorio scende per permettere ai polmoni di ampliarsi determinando un movimento caudale (verso il basso) del pavimento pelvico

- in espirazione il diaframma respiratorio sale perché i polmoni si svuotano stimolando così il pavimento pelvico alla risalita

E' una danza interna che nel suo moto comprende ed analizza, assolutamente funzionale alle dinamiche conservative del corpo. Per questo è bene ricordare che durante l'esecuzione dei movimenti tutti, nell'atto in cui lo sforzo si fa maggiore, sarebbe preferibile espirare per evitare di “spingere” il pavimento pelvico caudalmente (verso il basso), evitando così di creare un aumento delle pressioni nella zona della pelvi. L'idea deve essere piuttosto quella di “sollevare” il pavimento pelvico, previa sua attivazione, a sostegno di un buon lavoro sul controllo del movimento globale.

Bisogna a questo punto citare anche il diaframma respiratorio come quel muscolo che partecipa costantemente al controllo della stabilizzazione posturale intervenendo sempre come fissatore di tutti i movimenti volontari e in particolare quelli compiuti dalle periferie, ad esempio i battement tendu oppure i port des bras dove gli arti inferiori e gli arti superiori sono i protagonisti dell'azione danzata.

Affinché il gesto tecnico sia efficace, economico e di qualità, devono essere ingaggiati dei distretti muscolari capaci di contenere la colonna dorso-lombare e lombosacrale: “si attiva così tutta la muscolatura addominale (il diaframma respiratorio, il trasverso e gli obliqui) oltre al pavimento pelvico e la muscolatura ad esso collegata come gli otturatori, il piriforme, gli adduttori e il grande gluteo”. (Il trattamento e la valutazione dei cinque diaframmi e il respiro sistemico” B.Bordoni ed. Cavinato International, 2016).

Per un danzatore questa è una nozione fondamentale per comprendere a pieno l'importanza di avere un centro del corpo forte e consapevole che non si potrà solo percepire in modo generico sul ventre ma che deve essere visualizzato come un volume in cui l'importanza dei due diaframmi, respiratorio e pelvico che si muovono in una sincronia fisiologica, è fondamentale per percepire in modo consapevole la distribuzione uniforme dei carichi del tronco e ricevere maggiore sostegno da parte degli arti inferiori.

Pavimento pelvico, catene muscolari e relazione con il lavoro del piede nella danza

Possiamo definire le varie regioni anatomiche citate fino ad ora come elementi stessi di un dispositivo (il corpo), il cui materiale è conforme all'azione che ne scaturisce, come un unico elemento atto a collegarsi in modo coerente ed armonioso. Qual'è la connessione che mette in relazione questi elementi? Thomas W. Myers, definisce questi collegamenti come linee in cui vi è una “continuità anatomica miofasciale e all'interno delle quali individua una capacità di trasferimento tensivo lungo il loro percorso”.

Analizziamo velocemente “la Linea Frontale Profonda” che piu che una linea di tensione possiede un vero e proprio volume, come quello descritto precedentemente, inscritto tra i diaframmi e la parte anteriore e posteriore del busto. “Ha inizio nella pianta del piede, decorre posteriormente a tibia e perone, dietro all’articolazione del ginocchio e lungo il margine mediale della coscia. Qui prosegue verso l’alto seguendo il decorso dei muscoli adduttori, psoas, iliaco, pettineo e quadrato dei lombi. Lo psoas e il quadrato dei lombi si connettono direttamente al diaframma, che intimamente legato al pericardio mediante il tendine centrale. Dal pericardio infine, la fascia prosegue verso l’alto connettendosi a laringe e faringe fino ai muscoli masticatori e della lingua”.

Ciò spiega come la tensione di un distretto influenzi anche altri e permetta a tutti i sistemi corporei di lavorare in modo integrato e sinergico. Tale impianto anatomico-funzionale definisce il link attraverso il quale una criticità a livello della gamba possa avere un'influenza sulla capacità di flessibilità del tronco o come una respirazione mal gestita porti ad avere poco controllo contrattile nella zona della pelvi.

Lo stesso concetto è descrivibile pensando all'attività del piede da cui, come ci ricorda Mayers, ha origine la linea frontale profonda. Il piede, attraverso la sua posizione e la sua contrazione, traferirà un certo grado di tensione fino al centro del corpo ovvero il volume globale tra i due diaframmi di cui abbiamo parlato precedentemente e viceversa lo stato tensivo del pavimento pelvico definirà a sua volta l'appoggio del piede. Questo orientamento apre ad alcune riflessioni sull'influenza generale che l'appoggio del piede ha sul tono dei muscoli rotatori dell'anca e quindi a come un buon riscaldamento del piede possa avere risonanza sul nostro centro del corpo, considerando in ultima analisi come viceversa, un intervento di lavoro miofasciale sul bacino porterà maggiore stabilità al piede.

Un recente studio ha definito come l'allineamento del pavimento pelvico sia strettamente legato all'appoggio del piede e come questa tensione influenzi l'attivazione della gamba, segmento fondamentale nell'adattamento posturale, e incida significativamente sull'inclinazione pelvica anteriore e la rotazione interna della coscia.

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26240652/

Non dimentichiamo che le alterazioni del piede condizionano il bacino e viceversa, in un ottica di circolarità delle funzioni. Ad esempio possiamo ricordare che potrebbero presentarsi delle correlazioni tra piede e curva fisiologica lombare: al piede valgo potrebbe corrispondere una lordosi lombare così come al piede varo potrebbe corrispondere una rettilineizzazione della curva lombare. Le conseguenze si manifestano con scarsa stabilità sul core, dolore nella zona lombare e poca capacità di “tenuta” del volume muscolare di cui sopra.

Relazione danza e pavimento pelvico

Che importanza dare quindi al lavoro del pavimento pelvico rispetto alla danza? La salute del pavimento pelvico si definisce grazie alla sua elasticità e quindi alla capacità di distendersi e di contrarsi a seconda delle circostanze. Per il benessere della zona della pelvi un ipertono non sarà di aiuto tanto quanto non lo sarà un ipotono. Come sempre l'equilibrio nonché la consapevolezza sono determinanti nel concetto di benessere.

Per prendere consapevolezza del proprio pavimento pelvico e per integrarlo nel lavoro tecnico del danzatore, riporto alcuni esercizi propriocettivi a titolo di esempio, che potremmo organizzare in tre macro aree di intervento: rinforzo, rilassamento e attivazione.

Per rinforzare:

- esercizi da eseguire da seduti: cercare di chiudere gli spazi ossei (ischio, ischio, pube, coccige) pensando di sollevare una pallina morbida in espirazione per poi rilasciare la tensione in inspirazione

- esercizi per i muscoli sinergici: allenamento specifico per glutei, adduttori e trasverso addominale

Per rilassare:

- porsi in posizione declive oppure in posizione supina con il bacino rialzato per “togliere” peso dal pavimento pelvico

- in posizione della farfalla lasciare andare la muscolatura del bacino compresa la muscolatura del pavimento pelvico e la muscolatura sinergica

- respirare profondamente

Per attivare:

- esercizi da eseguire da seduti con pallina morbida (gommapiuma) posta sugli ischi massaggiando i punti ossei di appoggio (sitting bones)

- pallina da far rotolare sotto il piede di varia densità (da quella piu morbida a quella piu dura)

- utilizzo di diverso materiale (tavoletta, cuscino palla, softball, spugne, gomme) per gli esercizi di propriocezione del piede.

Il pavimento pelvico si rivelerà di aiuto per il danzatore quando quest'ultimo riuscirà ad integrarlo, a seconda delle esigenze, in tutti i movimenti e i gesti tecnici che esegue.

Questo vuol dire ad esempio: ingaggiarlo quando abbiamo bisogno di “saldare” il centro del corpo per intraprendere una serie di ronde jambe oppure durante i grand battemant jetè. Supportarlo quando rientriamo (espirando) da un grand plié. Proteggerlo da un eccessiva pressione intra-addominale quando eseguiamo piccoli e grandi salti.

(N.B. la pressione intra-addominale aumenta anche nella corsa, nel tossire e nello starnutire). In sintesi, un pavimento pelvico consapevole, pre-attivato e attivato nel gesto tecnico, ci servirà per preservare la salute di quest'ultimo ma anche per aumentare la tenuta del core e la forza di spinta propulsiva del piede.

Bisogna anche prevedere una fase di distensione, esattamente come facciamo per tutta la muscolatura, cercando di rilasciare proprio quelle tensioni che percepiamo nella pelvi e che avvertiamo come nodi se ci fermiamo ad ascoltare il grado di “tenuta interna”. La possibilità di aumentare l'apertura potrebbe dipendere anche da questo!

 

a cura della dr.ssa Serena Loprevite

Redazione SID - Scienza In Danza

®RIPRODUZIONE RISERVATA

Revisione testo: Dott.ssa Barbara Giusti e Dott. Dario Farinella.

Bibliografia e sitologia

“Respirazione” ed. Epsylon Blandine Clais-Germain, 2016

“Il pavimento pelvico” R.Lopez E. Garcia ed. Il punto di incontro, 2019

“Quaderno a schede per un perineo sveglio e rilassato. Proposte sintetiche per la tua vita quotidiana dal Metodo Perineo

Integrazione e Movimento®” N. Vives, P. Maghella, L. Vergani. ed. Numeri primi, 2016

“Podologia non lineare” F. Moro ed. DEMI, 2014

“Il trattamento e la valutazione dei cinque diaframmi e il respiro sistemico” B.Bordoni ed. Cavinato International, 2016

“Piede, equilibrio e postura” VillneuPh. E coll ed. Marrapede, 1998

“L'uomo e il suo moto” Papparella Treccia R. ed.Verduci, 1988

“Meridiani miofasciali” T. Mayers ed. Tecniche nuove, 2016

https://www.cristianfrancavilla.it/dalle-catene-muscolari-alle-catene-miofasciali/

http://www.virginiadanzamovimento.com/events/pavimento-pelvico/

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