I 3 errori da NON fare nella preparazione atletica del danzatore

La preparazione atletica si occupa di migliorare il danzatore dal punto di vista atletico poiché focalizza la sua attenzione sulle capacità condizionali: forza, resistenza, velocità e in parte sulla mobilità articolare, a differenza di una lezione di danza vera e propria la quale focalizza maggiormente la propria attenzione sulle capacità coordinative che generano un miglioramento nella tecnica, nell’equilibrio, nella capacità di accoppiamento dei gesti, nel ritmo e nell’orientamento.

Poter allenare un danzatore dal punto di vista sia atletico che tecnico e successivamente artistico farà di lui un ballerino in grado di supportare con molta più tranquillità gli intensi carichi di lavoro a cui è continuamente sottoposto in sala e sul palco. A fronte di ciò da un paio d’anni anche le Accademie e le scuole di Alta formazione hanno ampliato la loro offerta formativa inserendo la preparazione atletica del ballerino proprio perché si è compresa l’importanza di tale preparazione solo se affidata ad un professionista del settore: il Chinesiologo ovvero il laureato in scienze motorie che collabora con tutto lo staff affinché lo stato di forma del danzatore sia sempre di alto livello. La preparazione atletica previene gli infortuni e prepara il corpo a meglio sopportare le condizioni di stress a cui è continuamente sottoposto un danzatore, dal più giovane al professionista. Essa, se fatta correttamente, sviluppa la nostra muscolatura dando la giusta importanza ai muscoli che principalmente vengono utilizzati da un danzatore prevenendo l’aumento del volume della massa muscolare laddove non necessario e migliorando lo stato di forma e di forza dei muscoli. Già dalla fine dell’età scolare (10-11 anni) è consigliabile inserirla gradualmente nella normale routine di allenamento calibrando i carichi di volume e intensità di lavoro a seconda del soggetto. Un danzatore non dovrebbe mai smettere di fare preparazione atletica, deve solo calibrare i propri allenamenti in base al periodo artistico che sta affrontando. E’ compito del Chinesiologo valutare l’intensità, il volume e la frequenza di lavoro in base al periodo del danzatore, se è impegnato a formarsi, se sta preparando uno spettacolo o se è in tournèè.

Quali sono gli errori da non fare per una corretta preparazione atletica?

1. EVITARE L’ECCESSIVO STRETCHING PASSIVO A INIZIO LEZIONE O PRIMA DELLO SPETTACOLO

Lo stretching ovvero la tecnica che aumenta la mobilità e la flessibilità articolare e muscolare del danzatore, può essere di quattro tipi:

- Statico, mantenere la posizione passiva allungando il muscolo per un tempo variabile dai 15 ai 30 secondi a seconda dell’età e dello stato di forma del danzatore. Da eseguire post lezione/spettacolo.

- Dinamico, permette l’allungamento del muscolo durante l’esecuzione di un esercizio controllato. Da eseguire come preparazione per un’attività intensa.

- Balistico, caratterizzato da movimenti rapidi e di difficile controllo durante l’esecuzione del movimento. Mai eseguirlo a freddo.

- PNF, sfrutta la tecnica di contrazione e rilassamento. E’ utilizzato soprattutto in ambito riabilitativo ed è preferibile eseguirlo con la supervisione di un tecnico specializzato.

2. USARE CARICHI ESTERNI, NON SOLO BENDE ELASTICHE PER MIGLIORARE LA FORZA

La forza è la capacità condizionale che permette di vincere una resistenza esterna. Per migliorarla è consigliabile utilizzare carichi esterni (bilancieri, manubri, ketbell) calibrati e personalizzati sul danzatore affinché la capacità del muscolo migliori e il danzatore diventi più forte per supportare carichi esterni (prese, lift) o migliorare la forza esplosiva di un salto. La benda elastica, grazie alla sua capacità di allungamento e resistenza determina nel muscolo una tensione auxotonica ovvero una tensione crescente e progressiva durante l’accorciamento muscolare. E’ un ottimo strumento per potenziare la forza già preesistente soprattutto nei muscoli dei piedi e braccia ma non determina un aumento di volume e massa muscolare.

3. USARE CORRETTE METODOLOGIE DI ALLENAMENTO ADEGUATE ALLA CAPACITÀ CONDIZIONALE CHE SI VUOLE ALLENARE.

Ciascuna capacità condizionale ha una o più metodologie specializzate per migliorare e raggiungere l’obiettivo. Molto spesso un danzatore senza queste conoscenze o senza un preparatore atletico specializzato crea un mix di esercizi e varianti senza sapere quale sia la finalità e la capacità da migliorare. Per migliorare la resistenza si utilizza la metodologia Continuous Training (CT), allenamento continuato per 40/50 minuti a velocità costante (nuota, corsa) o Interval Training (IT), allenamento intervallato con fasi di lavoro ad alta intensità ad una fase di lavoro a bassa intensità. Esempi di allenamenti IT: HIIT, HIT, Fartlek. Per migliorare la forza si devono utilizzare esercizi con carichi massimali o esercizi ripetuti e dinamici con una percentuale di carico tra il 60-80% del proprio massimale. Il numero di ripetizioni e riposo dipende dallo stato fisico del danzatore. Per migliorare la velocità si ricorre generalmente alla metodologia Sprint Interval Training (SIT), ovvero un allenamento ad intervalli ad alta intensità in cui si eseguono degli sprint al 100% su tutto campo. Impossibile allenarlo in piccoli spazi. Lo sprint ha una durata brevissima e un recupero pari circa a 10 volte la sua durata, rapporto 1:10 per permettere alla fosfocreatina di ripristinarsi. Evitare di improvvisarsi preparatori atletici per evitare di incorrere in infortuni e sbagliate attività che influiscono negativamente sulla performance generando uno sconforto nel danzatore che non riesce ad ottenere i risultati.

A cura della Dott.ssa Silvia Di Pierro

Redazione SID - Scienza In Danza

®RIPRODUZIONE RISERVATA 

 

BIBLIOGRAFIA

Romeo Cuturi, Scienza in Danza, Giacomo Catalani Editore, Novembre 2020

Pin It