Danza contemporanea: come gestire il dolore alla spalla 3 step!

Le spalle e le braccia nella danza contemporanea non solo costituiscono un elemento fondamentale di stile, ma contribuiscono anche a garantire la necessaria stabilità e l'equilibrio durante l’esecuzione di elementi tecnici come prese, pirouettes e floor work.

La spalla è l’articolazione più flessibile del nostro corpo, per questa ragione permette una vasta gamma di movimenti, ma è esposta anche a problemi ed infortuni. Anche il più piccolo scompenso può difatti inficiare il delicato equilibrio tra mobilità e stabilità di questa articolazione. Gli elementi anatomici che definiscono la spalla sono l’omero, la clavicola, lo sterno e le scapole che si relazionano funzionalmente con la parte alta del torace. Muscoli e legamenti giocano un ruolo fondamentale nella stabilità della spalla, ed è proprio la mancanza di coordinazione e la debolezza della muscolatura nella suddetta area la principale causa di infortuni. Le problematiche più comuni che i danzatori si trovano ad affrontare, escludendo gli infortuni acuti traumatici come fratture e lussazioni, sono l’instabilità di spalla e l’impingment, e i sintomi tipici sono il dolore e la limitazione nei movimenti. Si parla di instabilità, quando la testa dell’omero non è più centrata nella articolazione e solitamente scivola avanti e verso l’alto provocando dolore. Si tratta invece di impingment o conflitto subacromiale, quando le strutture che si trovano tra la testa dell’omero e l’acromion (zona anatomica che fa parte della scapola), come il tendine del sovraspinato o la borsa subacromiale, si infiammano, in conseguenza di un’alterata biomeccanica o movimenti ripetuti. I danzatori contemporanei sono più esposti a questo tipo di problemi semplicemente perché le spalle sono soggette a carichi maggiori per esigenze tecniche e coreografiche, e la mancanza di un training adeguato per prevenire e gestire un sovraccarico di quest’area crea terreno fertile per queste infiammazioni e infortuni molto fastidiosi e debilitanti. La prevenzione è dunque in questo caso la chiave di volta per evitare di trovarsi in questa situazione e in particolar modo si dovrà concentrare l’attenzione su:

1) La stabilizzazione della scapola durante l’utilizzo delle braccia: la scapola si muove con il movimento dell’omero, scivolando sulla gabbia toracica. La scapola deve rimanere molto aderente alle coste, ma allo stesso modo deve servire da connessione dinamica tra il braccio e la schiena, permettendo la piena mobilità degli arti superiori. Nella pratica della danza la posizione ideale della scapola è verso il basso, verso dietro e in rotazione esterna.

2) Lavorare sull’allungamento del muscolo piccolo pettorale attraverso un lavoro eccentrico (attivazione muscolare durante la quale il muscolo produce forza allungandosi) e uno stretching selettivo. Questo muscolo muove la scapola in tilt anteriore e causa le così dette spalle in avanti e può essere anche la concausa delle scapole alate, condizioni le quali non rendono funzionali i movimenti del complesso della spalla.

3) Rinforzare e stabilizzare la cuffia dei rotatori e dei muscoli che partecipano alla stabilizzazione della scapola, come il Gran Dorsale, il Dentato Anteriore, il Trapezio e i Romboidi.

Cosa fare nel caso invece ci sia già un persistente dolore alla spalla?

Il primo step consigliato è sicuramente un periodo di riposo o di deload, con impiego di impacchi di ghiaccio e mobilizzazione passiva per ridurre l’infiammazione e il dolore. Il passaggio successivo è quello di normalizzare il movimento della spalla e della scapola, attraverso terapia manuale e rieducazione dell’attivazione muscolare da parte di un fisioterapista qualificato. In terzo luogo, è necessario iniziare un lavoro specifico di rinforzo e allenamento funzionale della muscolatura sopracitata al punto 3 sulla prevenzione.

Il consiglio è di affidarsi alle mani di un professionista del settore della riabilitazione per ricevere una valutazione e un programma di trattamento personalizzato e adeguato alla vostra situazione, la quale può variare a seconda dell’individuo.

 

A cura della Dott.ssa Deborah Tassi

Redazione SID - Scienza In Danza

®RIPRODUZIONE RISERVATA 

 

BIBLIOGRAFIA:

-Liane Simmel, Dance Medicine in Practice

-Lisa Donegan Shoaf, DPT, PhD, Judith Steel, MA, CMA and the IADMS Dance Educators’ Committee,

L’integrazione della spalla nel corpo come un insieme: applicazioni pratiche per il danzatore

-Rafael F Escamilla, Todd R Hooks and Kevin E Wilk, Optimal management of shoulder

impingement syndrome

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