Il riscaldamento nella danza contemporanea: gli elementi di una didattica sensibile.

Il training per il danzatore contemporaneo si differenzia a seconda dello stile e della modalità di ricerca personale e varia rispetto alle sue necessità.

Ogni pratica utilizzata è accomunata da un buon riscaldamento, tale che prepari il danzatore al movimento e che ponga il corpo in uno stato di attenzione e di disponibilità al gesto danzato. Il riscaldamento deve essere un passaggio essenziale nella cura della routine del danzatore, solo grazie a questo sarà possibile spingere il corpo all’esplorazione dell'azione scenica, al fine di ottenere un incremento delle capacità e abilità performative del danzatore.

Perché il danzatore contemporaneo ha bisogno di un riscaldamento specifico e quali sono le differenze rispetto alle altre tecniche di danza?

Nella danza contemporanea vi sono alcune modalità di riscaldamento che associano parti più propriamente meditative ad esercizi specifici della danza, altre modalità che riprendono la tecnica base della danza classica inglobando le discipline marziali e lo stretching, e altre modalità ancora che si fondano su allenamenti più propriamente sportivi.

Qual è l'importanza di amalgamare tra loro così svariate proposte sul movimento?

La danza contemporanea copre una gamma vastissima di progettazioni sceniche e il danzatore che si prepara al palco deve essere in grado di accompagnare il suo corpo all'interno di un range interpretativo mutevole. La sua specificità sta nell'esprimere l'infinito mondo delle azioni danzate, siano queste prettamente tecniche, teatrali, fisiche, mimiche o canore.

L'idea su cui si basa questo orientamento è l'approccio globale al movimento, non si parla solo di corpo come struttura, ma di cognizione e consapevolezza, di “sentire” e percepire.

Affinché un riscaldamento sia adeguato alla performance la parola chiave deve essere attivazione e non solo attivazione muscolare. Sarà importante, infatti, avviare anche determinati processi fisiologici che forniscono al corpo la cognizione dello spazio, della propria posizione e della propria articolarità. Tutti questi elementi sono essenziali per arrivare a sviluppare al meglio le capacità del danzatore contemporaneo.

Il riscaldamento permette:

  • attivazione muscolare
  • percezione del centro del corpo
  • equilibrio
  • consapevolezza spaziale
  • propriocettività e sensibilità cinestetica
  • aerobicità

 

ATTIVARE | la base sono i muscoli

“L'attivazione muscolare si esplicita tramite la caratteristica principale del tessuto muscolare, ovvero la contrattilità cioè l’abilità di modificare la sua lunghezza in risposta ad una stimolazione nervosa: la teoria più accreditata per spiegare il meccanismo della contrazione muscolare è conosciuta col nome di “teoria dello scivolamento dei filamenti”(Huxley, 1969) e dimostra come, durante la contrazione muscolare, i filamenti contenuti nel citoplasma delle fibre muscolari siano in grado di scivolare gli uni rispetto agli altri, modificando la lunghezza della cellula e, di conseguenza, quella dell’intero muscolo”(Silverthorn, 2017).

Nello specifico, quando parliamo di attivazione muscolare nella danza, intendiamo quello che viene comunemente definito come warm up, ovvero un riscaldamento atto alla preparazione della muscolatura che consenta al danzatore di ampliare il range di movimento senza incorrere nel rischio di infortunio. Il warm up viene strutturato a seconda della modalità di lezione in piedi oppure al suolo e comprende esercizi di mobilizzazione e di stretching per lo più dinamico. Un buon riscaldamento ci permette tra le altre cose di aumentare la temperatura corporea, accrescere l'apporto del sangue ai muscoli, ridurre gli attriti articolari migliorando il ROM (Range of Motion), e incrementare la reattività e l'elasticità muscolare.

Tutti questi fattori risultano di estrema importanza nel lavoro del danzatore contemporaneo, attraverso questa pratica, infatti, egli prepara adeguatamente il proprio corpo alla danza senza incorrere, come precedentemente detto, in rischi di infortuni; inoltre, eseguendo correttamente le attività sopra descritte è in grado di raggiungere un adeguato stato di concentrazione.

 

ATTIVARE | centro del corpo

Un’altra attività fondamentale per il riscaldamento del danzatore consiste nell’attivazione del centro del corpo. Bisogna, anzitutto, fare una precisazione fondamentale: quando si parla di centro del corpo non si fa riferimento al baricentro, ma a ciò che si può definire come “punto motore”, cioè quella parte del corpo che fornisce una traiettoria precisa per lo spostamento del corpo.

Le tecniche per allenarlo e percepirlo sono diverse, ma corrispondono tutte ad un aumento della sensazione del ventre passando attraverso un lavoro di spostamento del peso fuori dal proprio asse verticale. In questo modo, tramite la perdita e il recupero del peso del corpo, il danzatore riuscirà ad avere un controllo maggiore percependo il punto di attivazione del movimento situato proprio nel centro.

Di conseguenza l'equilibrio e la sua rispettiva perdita sono elementi utili per l'attivazione del centro del corpo, quel processo percettivo-motorio mediante il quale il corpo si mantiene in una posizione che può essere statica o dinamica. Questo tipo di lavoro non richiede solo un aggiustamento posturale anti-gravitario, dovuto fondamentalmente all'apparato vestibolare, ma necessita anche di una costante informazione sensoriale, che ci consente attraverso aggiustamenti, riflessi automatizzati o volontari, di mantenere una posizione statica o di eseguire un movimento senza cadere, anticipando o reagendo prontamente ai possibili fattori di squilibrio.

La capacità di equilibrio, essendo una capacità coordinativa, presuppone un processo di aggiustamento che tende ad evolversi e a diventare automatizzato con la pratica, per allenarla è bene porre il soggetto in condizioni sempre differenti. Si riportano di seguito alcuni esempi: riduzione e instabilità della base d'appoggio, variazione volontaria nell'allineamento dei segmenti corporei e preclusione dell'uso della vista. Attraverso queste esperienze il danzatore partecipa al processo di riscaldamento attivando i sistemi sensoriali che verranno successivamente utilizzati massivamente durante la performance.

 

ATTIVARE | sensibilità

Nella danza il lavoro sull'ascolto del proprio corpo è fondamentale per aumentare la sensibilità intra e interpersonale, per modificare posture e atteggiamenti e per rendere il danzatore altamente disponibile alla ricezione di segnali provenienti dallo spazio, dai compagni con i quali si danza e dal pubblico. La propriocezione, (ovvero la capacità del corpo di rappresentazione a livello cosciente il senso della propria posizione) e la cinestesia (che permette invece di riconoscere la propria posizione durante il movimento) sono gli elementi costituenti della nostra sensibilità.

La propriocezione e il lavoro cinestetico per il danzatore contemporaneo vengono spesso attivati ed allenati al suolo, perché l'appoggio del corpo a terra permette al danzatore di acuire una maggiore sensibilità. Si parla così di recettori sensoriali, organuli capaci di “leggere” gli elementi che ci circondano, di fibre afferenti che trasportano le informazioni dalla periferia verso il sistema nervoso centrale, e di fibre efferenti ovvero quelle vie nervose che dopo aver elaborato un impulso forniscono una risposta meccanica verso le periferie.

È proprio questo sistema di feedback che ci consente di relazionarci allo spazio esterno, inteso come ambiente-scenico, e allo spazio interno inteso come struttura-corpo

Il corpo, percependo gli elementi che lo circondano e rimanendo estremamente sensibile ai cambiamenti, sente lo spazio, lo categorizza, stabilisce una relazione attiva-continua con l’ambiente esterno e il proprio corpo. In tal senso il danzatore deve essere in grado di comprendere l'ambiente, se stesso e i compagni, per intraprendere il suo personale processo di progettazione dell'azione, implementazione, controllo e realizzazione corretta dell'azione.

 

ATTIVARE | l'importanza di un allenamento aerobico

Nel riscaldamento del danzatore contemporaneo alcune compagnie e maestri hanno introdotto un’attivazione di tipo aerobico.

È fortemente vero che il danzatore non è per lo più in grado di sostenere l'esercizio aerobico. Questo perché classicamente la metodologia prevede, nelle sue componenti di routine, uno sforzo massimo per brevi periodi di tempo, ovvero un allenamento prettamente anaerobico. Lo possiamo ritenere tale per quanto riguarda lo sviluppo delle componenti tecniche che riguardano l'architettura di base a partire dalla tecnica classica, di fatto si mira ad allenare delle capacità per fare emergere delle abilità.

Questi metodi, però, non sono sufficienti a preparare i danzatori contemporanei agli aspetti relativi a prestazioni fisicamente più impegnative, come andare in scena e sostenere per più di un'ora uno spettacolo. L'allenamento aerobico, grande assente in tutti gli stili della danza, è invece la chiave per fornire uno strumento del benessere fisico che poi si traduce in una migliore performance per il danzatore. Maggiore è la capacità aerobica di un ballerino più a lungo potrà lavorare con un battito cardiaco moderato prima di avvertire la fatica. La normale lezione tecnica di danza ha un carattere troppo discontinuo, in prevalenza anaerobico, perché si produca un qualsiasi effetto aerobico positivo. Per migliorare la capacità aerobica, il corpo ha bisogno di lavorare duramente ed abbastanza per ottenere un cambiamento o un adattamento corporeo. Nello specifico, un aumento del battito cardiaco di circa il 70–90% rispetto al valore massimo (HRmax) causerà uno stress del sistema energetico aerobico. Questo aumento del battito deve essere mantenuto per circa 20-40 minuti, tre volte alla settimana. Le attività di movimento continuo, come la corsa, producono adattamenti fisiologici positivi, quali la riduzione della fatica, il miglioramento dei livelli generali di energia e una migliore capacità tecnica. (Manno, 2007)

Proporre quindi ai danzatori un riscaldamento che tenga conto anche di quest'aspetto in un contesto di preparazione alla scena, darà loro una chiave per migliorare le proprie performance.

 

Conclusioni

Il fine ultimo del riscaldamento per il danzatore contemporaneo non è solo quello di preparare il corpo a un’attività fisica maggiormente impegnativa, ma vuole e deve essere un link per il raggiungimento di una qualità espressiva del corpo stesso.

Il training, quindi, risulta essere sostanzialmente un riferimento per il corpo all’interno del quale ogni danzatore si riconosce. Per mezzo dell'allenamento è possibile migliorare e automatizzare il movimento e nello stesso tempo preparare gli allievi ad essere sempre disponibili e capaci a rimettersi in gioco attraverso lo studio, la curiosità e la motivazione per un'esperienza sempre nuova di esplorazione attiva e pratica sul corpo.

 

 

a cura della dr.ssa Serena Loprevite

Redazione SID - Scienza In Danza

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